giovedì 2 agosto 2012

mercoledì 1 agosto 2012

Commenti e Pagelle del 31 luglio 2012

A cura di Luciano Costantini:

Degna conclusione al G.Piero Carni Challenge con gli A.S. Tronzi (in versione “vagamente rivisitata”) che si aggiudicano l’ultima sfida per 7-5 e trionfano nel torneo, potendo vantare una miglior differenza reti.
Ma prescindendo dal lato freddamente statistico, sono moltissime le storie che si sono intrecciate in questa edizione del G.Piero Carni Challenge e che meritano di essere raccontate.
La prima menzione è per il grande assente della serata, dell’uomo simbolo dello Spartak nonché nume tutelare del challenge stesso; Ghersi costretto a dare forfait e fermato dal più insidioso degli avversari che lo costretto a stare seduto nemmeno in panchina, ma sul cesso di casa sua.
Indomito e fiero, però, ha sfidato le sue stesse viscere per recapitare l’ambito trofeo che di lì a poco sarebbe stato oggetto della tenzone, salvo abbandonare poco prima del calcio di inizio afflitto dagli spasmi.
E’ stato il canto del cigno di Filippo Chiappa, atteso a ben altri palcoscenici, ma che ha voluto congedarsi dai suoi tifosi con una prestazione che ha costretto anche gli avversari a intonare, insieme ai supporter spartakini visibilmente commossi, il coro “m.v.p., m.v.p. …”.
E’ stata la notte di Fabrizio Invernizzi, unico collegamento tra gli A.S.Tronzi versione Spazzarini ed i nuovi A.S. Tronzi, che pone il sigillo sul Challenge con 2 reti in fotocopia a tempo quasi scaduto quando ormai sembrava fatta per i gialloblu.
E’ stata la notte di Kalle, Dario, Matteo e Marco che con il Challenge sostanzialmente non c’entravano la classicissima “beata minchia”, ma hanno festeggiato la vittoria come vecchie bandiere Tronze.
E’ stata anche la notte di Luciano “Giuda” Costantini il quale, scaricato forse frettolosamente da Spazzarini, ha dapprima contribuito in maglia gialloblu alla rimonta  spartakina con prestazioni che trasudavano livore, salvo poi accettare il doppio ruolo di giocatore / manager che gli ha consentito di ritornare in gloria agli A.S. Tronzi e concludere una campagna acquisti faraonica, decisiva nel finale del Challenge.
Venendo alla partita, l’unico spettatore (non)pagante (peraltro parso assorbito dalla lettura di qualche classico della letteratura) non poteva aspettarsi di meglio: Spartak subito avanti che conduce per larga parte dell’incontro sul punteggio di 2-1 grazie all’ispiratissimo Chiappa.
Gli A.S. Tronzi, che rispetto alla settimana scorsa non possono contare sulla sagacia tattica di S. Costantini, si affidano alla classe di Manenti in mezzo al campo e alle sgroppate di Giovarelli sulla fascia; nella prima parte però appaiono non particolarmente incisivi anche a causa di un appannato Costantini che lavora al servizio dei compagni ma pare aver smarrito l’efficacia sottoporta di Martedì scorso, ben contenuto da un attentissimo Stagno che rifiuta lo scontro fisico e fa valere la dura legge dell’anticipo.
La partita fugge sui binari dell’equilibro fino a che, a 15 minuti dalla fine, la mossa tattica che cambia la partita: Costantini arretra di una decina di metri a fare da frangiflutti a metà campo e Manenti va a giostrare al centro dell’attacco.
Di colpo si aprono nuovi spiragli e complici alcuni errori sottoporta di Fabio Schenone (ben controllato da un Masnata in versione Jurgen Kohler) gli A.S. Tronzi riescono a tornare in parità con un tocco di Manenti sottoporta.
Sul 5-5, mentre gli spartakini cercano di controllare il pareggio che significherebbe vittoria nel challenge, irrompe Invernizzi che, colpevolmente dimenticato dalla difesa su un calcio d’angolo, segna il vantaggio Tronzo, poi arrotondato nel finale dallo stesso Inve con una prodezza su imbeccata di Manenti.
A seguire festeggiamenti caratterizzati anche da manifestazioni ben lungi dalla decenza e dai canoni decouberteniani in tema di sportività e rispetto dell’avversario.
Pagelle Spartak
fine ironia al g mora
1 Portiere: schierato a  sorpresa al posto del temutissimo Bricchi non tradisce alcuna emozione ed anzi sbroglia parecchie situazioni difficili; incolpevole su gol: voto 7
2 Rognoni: fa mancare la propria spinta nei primi minuti perché arriva con 10 minuti di ritardo; entra a freddo con i suoi in vantaggio e soffre quindi un po’ la classica pressione del potenziale guastafeste. Con l’andare dei minuti si riprende ed offre la solita prestazione solida e senza sbavature: voto 6,5
3 Stagno: difensore moderno che contiene e riparte: sfodera una prestazione monumentale, opposto ad un pesante Costantini, evita di offrigli facili sponde e gioca d’anticipo beffandolo in svariate occasioni: soffre nel finale allorché si trova ad affrontare lo sgusciante Manenti che gli crea qualche imbarazzo maggiore: voto 7,5
4 Cianetti: difensore Uruguagio per antonomasia, non lesina grinta e pestoni; lasciato libero di impostare non demerita pur preferendo affidarsi, quando possibile, ai piedi sapienti di Chiappa.
5 Chiappa: classe e personalità, porta per mani i suoi ispirandone tutte le azioni offensive e non disdegnando di concluderle personalmente: altra categoria: voto 8
6 Schenone Filo: giocatore duttile per antonomasia fa tutto e tutto piuttosto bene, corre imposta e sfrutta gli inserimenti per essere decisivo; gli si può rimproverare un qualche imprecisione sottoporta che alla fine si rivela decisiva: voto 6,5
7 Schenone Fabio: sovrastato (anche fisicamente) da un Kalle monumentale, fatica a trovare gli spazi necessari per consolidare la sua fama di bomber ribadita a suon di goals per tutto il challenge; nel finale, sfiancato dallo scontro con il gigante perde lucidità e sbaglia un gol fatto. Voto 5,5
Pagelle A.S. Tronzi
Dario: portiere che fa del senso della posizione il suo punto di forza sfodera una prestazione autoritaria e senza sbavature: certezza, voto 7
Alberto: sgravato da compiti di regia sfodera una prestazione meno scoppiettante di una settimana fa sotto il profilo dello score; è comunque un moto perpetuo che stoppa gli avversari e riparte sempre: Voto 7
Kalle: letteralmente invalicabile per ¾ di partita, tradisce incertezze solo nel finale quando gli spazi si allargano ma con esperienza ci mette sempre una pezza. Voto 7,5 
Inve: cuore ed anarchia: parte difensore centrale ma non riesce a contenere il suo agonismo e finisce per sciorinare una prestazione a tutto campo che viene premiata nel finale con la meritatissima doppietta: voto 8
Manenti: classe allo stato puro, entra subito nei meccanismi di gioco e nel finale mette il suo sigillo: voto 7.5
Costantini: preso in mezzo da Cianetti e Stagno fatica a trovare le sponde necessarie per il suo gioco; cerca di mettersi a disposizione dei compagni ma le cose migliori le fa quando arretra a infoltire il centrocampo: Voto 6